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sabato 28 agosto 2010 |
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Il saluto di Bersani alla Festa Nazionale PD di Torino.
La Festa Democratica nazionale 2010 del Pd si svolgerà quest’anno a Torino e vogliamo che sia un grande evento popolare.
L’appuntamento sarà dedicato al 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, per questa ragione, abbiamo scelto come slogan della Festa: “L’Italia si riunisce a Torino”, città indissolubilmente legata al processo di unificazione italiana.
Unità d’Italia che, come ha richiamato più volte il Presidente Napolitano, ha bisogno di essere non solo difesa ma ricostruita a partire da una nuova reciprocità tra il Nord e il Sud del Paese.
La Festa Democratica vuole ripartire, quindi, dalla coesione e dall’identità nazionale per aprirsi consapevolmente al futuro.
Torino è però anche la città industriale che, nel corso del tempo, ha saputo modificarsi profondamente trovando dentro di sé le risorse e la capacità per diventare un laboratorio di idee e creatività.
Questo patrimonio è fondamentale in un paese come l’Italia che ha bisogno di puntare su energie e speranze nuove per rispondere in questo modo alla crisi economica.
Abbiamo bisogno di tutelare e far crescere valori comuni e un nuovo civismo per trasformare l’Italia senza perdere la nostra identità.
E’ intorno a questi temi che intendiamo aprirci al confronto con i cittadini e con le altre forze politiche affinché ci sia un dibattito vero e proficuo alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva.
Questo è il nostro modo di intendere la politica: apertura, confronto e, soprattutto, capacità e volontà di guardare le persone all’altezza degli occhi.
Pier Luigi Bersani
IL PROGRAMMA DELLA FESTA INFO UTILI - TRASPORTI - PARCHEGGI MAPPA DELLA FESTA
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Ultimo aggiornamento ( sabato 28 agosto 2010 )
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sabato 28 agosto 2010 |
La svolta di Bersani: è ora di suonare le nostre campane. Occorre l'impegno univoco di tutte le forze progressiste. Il consenso per il Cavaliere è ancora largo ma il rapporto tra promesse e realtà è sempre più labile.
Lettera del segretario del Pd al direttore de "la Repubblica" e video intervista al Tg1
Prodi, bene Bersani. Il nuovo Ulivo risollevi le sorti dell'Italia. Romano Prodi interviene su Il Messaggero e Il Mattino: bisogna introdurre nella coltura nuovi diserbanti e nuovi innesti. |
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venerdì 27 agosto 2010 |
Il Pd lancia la mobilitazione porta a porta: coinvolti i tre milioni di elettori delle primarie, tutti gli iscritti e le migliaia di amministratori locali
Appuntamento a settembre per la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso, grazie agli oltre tre milioni di elettori delle primarie, a tutti gli iscritti e alle migliaia di amministratori locali. Dobbiamo raggiungere il più alto numero di italiani, casa per casa, e informarli dei danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni, e per lanciare nostra proposta di governo.
 Sarà il segretario Bersani lanciare la manifestazione alla Festa nazionale del Pd, che si aprirà il 28 agosto a Torino.
"Berlusconi ragiona da caudillo, racconta favole ma certifica il fallimento; la parola alle Camere". Questo è stato il commento che il leader del Pd ha fatto sulle solite fantasie di Berlusconi al termine del vertice del Pdl a Palazzo Grazioli. "Il documento Pdl – ha sottolineato Bersani - certifica, in realtà, il fallimento di questi due anni di governo e non offre base alcuna per affrontare i problemi reali del paese, dei quali non si mostra la minima consapevolezza. Adesso la parola è al Parlamento". |
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domenica 22 agosto 2010 |
Le polemiche della Lega sul mancato invito a Cota alla Festa di Torino sono solo un pretesto.
Lettera di Bersani al Direttore del Corriere della Sera.
Caro Direttore, sul «Corriere» di ieri Michele Salvati mi fa due richieste: una, a suo dire, rilevante ma surreale (tornare a votare in Piemonte) e una facile facile (invitare Cota alla Festa nazionale del Pd).
Stupirò il carissimo Salvati, che mi ritiene inadatto ai voli di fantasia preferendo stavolta il surreale al realistico. Cominciamo da quest'ultÌmo. La scelta di invitare o meno Cota è certamente opinabile, cosÌ come tante altre scelte sono state opinabili ed opinate in lunghi anni di feste. Anche il mancato invito del presidente della Regione in carica non è senza precedenti. Quel che è certo è che l'intenzione degli organizzatori era quella di evitare reciproci imbarazzi in un momento di tensione acuta e non certo quella, come invece ha detto e scritto qualcuno, di disconoscere il fatto che Cota sia iI presidente del Piemonte, finché lo è. Questo punto è stato ben chiarito dal segretario regionale del Pd Morgando e, ad abundantìam, lo chiarisco anch'io. In ogni caso quell'orientamento a non invitare Cota avrebbe potuto essere rimeditato, così come spesso avviene, non essendosi ancora definito il programma politico. Voglio aggiungere che, appena informato della questione dallo stesso Cota, io stesso stavo prendendo qualche contatto. Ma ecco che scatta la combine. Calderoli, Maroni e Tremonti colgono il pretesto (perché di questo ovviamente si è trattato) e senza nemmeno alzare il telefono ci impartiscono una sdegnata e pubblica lezione con i consueti toni da Rodomonte. In attesa che qualcuno insegni a loro l'educazione, voglio far presente che i tre possono, a loro gusto, venire o stare; quel che non possono fare è dettare il compito in casa nostra. Aggiungo che compulsando i programmi delle nostre feste e delle loro si può ben arguire chi potrebbe dare lezioni di apertura politica e chi dovrebbe prenderne.
Ma fermiamoci qui e veniamo invece al punto più rilevante. Sostanzialmente Salvati mi chiede se in Piemonte intendiamo vincere a tavolino. Rispondo molto semplicemente che siamo pronti a vincere sul campo, come presumibilmente abbiamo già fatto. Sono emerse irregolarità ormai palesi di liste che hanno sostenuto Cota. I pesi e le misure di quelle irregolarità sono valutati nelle sedi proprie. E ovvio che la legge sarà applicata così come è stato in casi analoghi, a parti rovesciate. Nessuno tuttavia ha interesse che la politica finisca nella disaffezione o nel discredito e nel rischio del non riconoscimento reciproco. Nel sistema regionale, se Cota si dimette si torna a votare. Può essere una soluzione? Si, può esserla. Noi non ci tireremmo certo indietro.
Pier Luigi Bersani, Segretario del Pd |
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domenica 22 agosto 2010 |
Colpo di spugna sui debiti con l'Erario del gruppo editoriale di Berlusconi: invece di 350 milioni di euro, ne verseranno 8,6. PD: "Un conflitto d'interessi enorme, questo governo deve andare a casa".
Vi è mai capitato di andare al ristorante, consumare una cena da 200 euro e pagarne, a fine serata, appena 10? Se avete risposto di no, tutto nella norma. Se avete risposto di sì, probabilmente siete Silvio Berlusconi (o un suo parente prossimo) e vi è appena, e “inaspettatamente”, piovuta addosso una legge che vi permette di pagare solo il 5% del dovuto.
Non è fantapolitica, ma quello che è successo al colosso editoriale Mondadori di cui il premier, parole sue, è “mero proprietario”, mentre la figlia Marina è presidente. Padre e figlia, Presidente del Consiglio e presidente del gruppo di Segrate, sono soggetti distinti e separati. Di conseguenza è solo una circostanza fortuita se, grazie ad una norma introdotta nel decreto incentivi le aziende che, in una controversia fiscale, abbiano ottenuto sentenza favorevole in primo e secondo grado, possono evitare il giudizio della Cassazione pagando il 5% del dovuto. Un 5% che, nel caso della Mondadori vuol dire 8,6 milioni di euro, a fronte dei 350 richiesti dall’Erario, dallo Stato. Quello stesso Stato di cui il “mero proprietario” è anche mero presidente del Consiglio.
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sabato 21 agosto 2010 |
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Festa regionale dei Giovani Democratici a Trecate (Novara) dal 28 al 30 agosto 2010 presso area feste del comune di Trecate (piazzale Antonini), organizzata dai Giovani Democratici delle provincia di Novara
“BULLET IN THE HEAD”: tre giorni di festa, incontri, musica e sport, ai quali parteciperanno i Giovani Democratici di tutto il Piemonte. Il nome della manifestazione ha una doppia valenza: da un lato vuole interpretare lo stato di passività di una generazione giovanile dal quale è necessario liberarsi mentre, dall’altro, intende esprimere l’esplosone di gioia, colori e novità che cui i giovani (soprattutto se democratici) possono dar vita.
BULLET IN THE HEAD sarà tre giorni di libera espressione. Tre giorni per confrontarsi sul mondo e sull'Italia, tre giorni per trovare nuove strade per comprendere e migliorare entrambi, tre giorni di musica, politica e tanto divertimento. |
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